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Quanta simbologia si cela tra le aguzze pietre del Palazzo dei Diamanti, quanta magia sta negli affreschi della Sala dei Mesi di Schifanoia? Di certo le realizzazioni architettoniche di Rossetti, come quelle pittoriche sue contemporanee, vennero influenzate dall'allora astrologo di corte Pellegrino Prisciani, che curò anche lo schema iconografico realizzato dal Maestro dei Mesi. Indubbiamente questo induce a pensare che ci sia, nella forma e nella collocazione della piazza, un qualcosa di imperscrutabile, un particolare disegno probabilmente ancora da decifrare. Anche se qualcosa dell'originale magnificenza potrebbe essere andato perduto, specialmente a fronte dei lavori di inavaso che hanno modificato la struttura del piazzale nel 1933, il generale significato si sarà senz'altro conservato, nell'attesa di essere capito fino in fondo.
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Oggi Piazza Ariostea si trova al di sotto di un verde declivio di erbetta fresca, sempre ben rasata. Deve il suo nome alla seicentesca colonna istoriata che sta al suo centro, sovrastata da una statua di Ludovico Ariosto, quest'ultima scolpita in pietra bianca da Ambrogio Zuffi nel corso dell'Ottocento. Al posto dell'Ariosto, sul sontuoso piedistallo, si alternarono nei secoli diverse grandi statue: quella di Papa Alessandro VII, quella raffigurante la Libertà e una dedicata al condottiero Napoleone.
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Circondato da grandi alberi e qualche panchina, il rigoglioso prato degrada in dislivello rispetto al manto stradale, raccordandosi ad esso per mezzo di verdi terrazzamenti a gradoni o grazie alle rampe asfaltate, dalla pendenza più dolce, che stanno ai suoi quattro angoli. Al centro di un percorso ellittico cementato, funzionale allo svolgimento delle gare del ferrarese Palio di San Giorgio, è racchiuso un grande spazio verde, che ospita panchine in marmo e la grande statua del poeta.
I ferraresi amano trascorrere i pomeriggi primaverili seduti sul pendio dei gradoni di Piazza Ariostea, all'ombra dei grandi alberi o dell'alta colonna. I ragazzi si riuniscono in gruppi per giocare a pallone, le mamme spingono passeggini e qualcuno porta a spasso il cane. Un'atmosfera surreale nel mezzo di una città sempre in crescita, che si sta allargando eppure cerca di mantenere gli antichi connotati che le attribuirono i suoi maggiori signori, gli Estensi. Limmensa ricchezza di questi luoghi, in atmosfera, storia e arte, è molto difficile da raccontare. Più semplice e suggestivo appare il viverla di persona, l'assaporare i luoghi e le emozioni che solo con i propri occhi e la propria presenza possono essere concepiti a pieno, lasciandosi cullare, senza riserve, da momenti passati in bilico tra oggi e ieri, tra passato e presente, tra magia e realtà.
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