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Piazza Ariostea
L'addizione Erculea nell'apparato urbano
La "Piazza Nova" voluta da Ercole I d'Este come fulcro della città rinascimentale,
speculare alla medievale Piazza Trento e Trieste su cui si affaccia il duomo,
appare agli occhi del turista di oggi molto diversa da come doveva apparire a
quei cittadini che l'hanno vista sorgere. Inserita in un complesso programma di
risistemazione dell'impianto cittadino che arrivò a fare di Ferrara la prima città
moderna d'Europa, la Piazza Nova, oggi detta Piazza Ariostea, capovolge
radicalmente la tradizionale concezione dell'agorà cittadina per trasformarsi in un
luogo di passeggiate e relax, dove la città e il verde trovano la mediazione
perfetta, un punto d'incontro e d'equilibrio tra passato e presente.
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Ideata dall'architetto Biagio Rossetti, in posizione tangente rispetto a uno dei due assi principali attorno ai quali l'addizione erculea si sviluppò, Piazza Ariostea venne situata proprio nel quadrante meno urbanizzato, a bilanciare le costruzioni degli altri tre. A quanto pare l'antica via dei Prioni sarebbe suddivisibile in quattordici segmenti di pari lunghezza e la piazza sembra sorgere tra il sesto e il settimo di essi: non al centro della città, né a metà della via principale, un nuovo cuore decentrato, forse destinato a diventare polo nevralgico per le future edificazioni e nel frattempo deputata ad ospitare gli scambi e affari cittadini che avevano luogo al mercato. In realtà la piazza non arrivò mai a spodestare l'importanza del vecchio centro medievale, ma divenne un simbolo fondamentale dell'operato rossettiano nella cornice generale della terza addizione cittadina.
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