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Come ultima, ma non per importanza, è infine da citare la Sala delle imprese, che si suppone fosse anticamente adibita a spazio privato del Duca. Un guardiacamera la precede e la impreziosisce ulteriormente, mentre il suo soffitto a cassettoni, provvisto di fascia in legno e stucco policromo, riporta una raffigurazione delle imprese estensi. I travetti in legno di abete, incrociati e riccamente ricoperti dagli stucchi decorativi, si suddivide in formelle quadrate, ai lati delle quali stanno cornici decorate a motivi geometrici e foglie dipinte. Una fusaiola tornita e dorata corre lungo il perimetro dei pannelli, che portano al loro centro un rosone di legno intagliato, anch'esso dorato e colorato.
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Anche il particolare impianto di questa sala sembra riconducibile all'abilità di Domenico di Paris, almeno per quanto possono dirci la policromia ancora così ben conservata e la perfetta la tecnica di esecuzione. |
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Una bellezza da mozzare il fiato, dunque, il grandioso Schifanoia. Un luogo misterioso, dalla storia ambigua, teatro di svago e divertimenti ma anche luogo profondamente invaso di cultura e saggezza. Come mancare di visitarlo, allora? Le sue bellezze non si fanno certo pregare di essere viste, sono lì da moltissimo tempo, quale inestimabile patrimonio dell'umanità. Una ricchezza che merita cure e deve essere preservata, sia nell'integrità che nella memoria, per continuare a stuzzicare la fantasia di tanti, con i suoi enigmi e l'oscurità velata che si sovrappone alle sue figure. Un luogo tutto da scoprire, da vedere e rivedere, per ritornare con un balzo nel tempo in un antico passato, per assaporare, ogni volta, nuove e più intense emozioni.
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