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Inutile dire che ciò che spinge a visitare questa sontuosa reggia è il grande riscoperto salone d'onore che ospita gli affreschi dei Mesi. Opera di ingegno e arte, maestria divinatoria ed erudita conoscenza. Ancora oggi Schifanoia e i suoi affreschi sono un'enigma senza sicura risposta, un'interrogativo che appassiona storici ed esperti d'arte, un'emozionante giallo che sa di forze divine e antiche tradizioni andate perdute. Lungo ben ventiquattro metri, largo undici, alto sette e mezzo: grandioso androne che può solo lasciare immaginare i lussuosi ricevimenti che ospitò, balli di dame imbellettate e coraggiosi condottieri, fra intrighi amorosi e bisbigliate confabulazioni di congiure.
L'ingresso alla sala è possibile attraversando un atrio e una scalinata realizzati nell'Ottocento, che conducono ad una porta ricavata nelle pareti, ma si tratta di un ingresso diverso da quello originario, che venne murato nel XVIII secolo. L'ingresso a nord venne chiuso a seguito del crollo della scalinata esterna che vi conduceva e del loggiato su cui la scala stessa poggiava, ma i segni dell'antica presenza della porta sono tutt'ora visibili lungo la parete nord del salone. Se entrando non si assume fin da subito la posizione più adatta alla corretta fruizione dei dipinti, si rischia di travisarne completamenta la logica di senso. Il consiglio che solitamente viene dato è quello di girare subito lo sguardo verso destra, in modo da cominciare la visita partendo dalla parete sud.
Su lato meridionale comincia infatti la sequenza delle raffigurazioni: partendo da una prospettiva architettonica quasi interamente perduta, affiancata dalla rappresentazione del mese di gennaio, si inizia ad intravedere il calendario astrologico. La rappresentazione vede il suo culmine nella parete est e nella parete nord, sulle quali compaiono i mesi meglio conservati, una successione contigua che va da marzo a giugno. La logica generale della sala prevedeva una suddivisione ponderata in dodici scomparti verticali, ciascuno dei quali destinato a illustrare un mese dell'anno. La suddivisione era poi anche orizzontale per tutta la lunghezza delle pareti: il settore superiore ospitava le divinità olimpiche in atteggiamento trionfale su carri guidati da animali, il secondo settore vedeva come protagonisti i segni zodiacali e gli antichi decani, mentre il settore più basso rappresentava scene di vita presso la corte di Borso d'Este ed esempi del suo buon governo.

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