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Pare fu Nicolò a realizzare la maestosa opera dello strombato portale maggiore, gelosamente protetto
dalle architetture del protiro. Esso culmina infatti nella meravigliosa lunetta che raffigura il mitico
combattimento tra San Giorgio e il drago e porta la firma del maestro scultore. Sotto la lunetta di
S. Giorgio si trova un'architrave decorata da otto formelle raffiguranti episodi evangelici relativi
all'avvento e alla nascita di Cristo. Al culmine degli stipiti furono posti alcuni bassorilievi che rappresentano
l'episodio dell'annunciazione e alcuni Profeti con in mano dei cartigli. Nella parte inferiore gli stipiti sono
invece abbelliti da bassorilievi zoomorfi, antropomorfi e ibridi, arrampicati tra rigogliosa vegetazione.
Il fianco nord della Cattedrale, quello che dà su via degli Adelardi, mantiene ancora oggi intatto il suo
impianto romanico, che non è mai stato sottoposto ad aggiunte successive rispetto alla prima originaria
edificazione. Realizzato per intero in cotto e suddiviso in diciotto sezioni da altrettanti archetti a
demarcazione del loggiato, ad un'acuta osservazione mostra la presenza di due antiche porte murate.
La più ampia di esse si apre nel mezzo del lato ed è detta Porta del Giudizio: attraverso questa si
accedeva all'antico cimitero che si trovava sul lato opposto della via.
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Il fianco meridionale del Duomo, invece, si apre su Piazza Trento Trieste ed è occupato da due logge
formate da esili colonnette scolpite: la più bassa riprende il motivo della facciata, seppure variandolo,
mentre quella più in alto è caratteristica di questa parte della chiesa ed è costituita da una serie di
colonne dalle fattezze eterogenee, sovrastate da archetti raggruppati di quattro in quattro.
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Sopra gli
archi sta una cornice lavorata a motivi orientali, tipici anche di alcuni edifici veneziani contemporanei alla
Cattedrale ferrarese.
In basso si trova la Loggia dei Merciai (detta anche degli Strazzaroli), che dal
Medioevo ospita prestigiosi negozi della città.
In realtà la presenza del porticato commerciale mantiene
nascosto lo zoccolo in marmo che circonda le quattro pareti e proprio sul lato destro riporta l'incisione di
un decreto comunale nel 1173, ritenuto documento di fondamentale importanza per la ricostruzione della
storia medievale di Ferrara, putroppo oggi conosciuto solo in modo frammentario.
Caratteristiche di questo lato, infine, sono due antiche entrate murate: la porta dello Staio e la Porta
dei Mesi. La prima era situata al margine più orientale dell'edificio e venne demolita per far posto al
porticato destinato ai negozi dei mercanti. La seconda, della quale si conservano molte formelle che la
decoravano all'interno del Museo della Cattedrale, venne distrutta nel 1717. Anche questa porta doveva,
all'origine, essere dotata di un protiro: l'intento del progettatore era infatti quello di porre una seconda
entrata di splendore pari a quella del portale maggiore, orientata verso la strada e il monastero di San
Romano. Tale entrata venne completata intorno al 1230 e venne ornata di rilievi raffiguranti i simboli
dei dodici mesi e dei segni zodiacali. Autore della splendida porta fu probabilmente il famoso
Maestro dei Mesi, scultore del 1200 di ben nota manualità, che lasciò tracce del suo rinomato
talento artistico anche presso la chiesa di San Mercuriale a Forlì e nella bellissima San Marco di Venezia.
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