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Attenzione particolare meritano il coro e l'abside, con il suo maestoso catino affrescato. Il primo, preziosa
opera in legno di noce dei Canozzi da Lendinara risalente ai primi decenni del XVI secolo, si può osservare
solamente da stare oltre l'altare. I suoi 150 stalli, decorati con tarsie che ricordano i principali monumenti
della città, le imprese estensi e aluni oggetti liturgici, sono raggruppati in tre ordini, mentre la cattedra
vescovile, realizzata e scolpita da Luchino di Francia e Ludovico da Brescia, è del 1534. Le pareti absidali
sono decorate in stucco dorato, grazie alla sapiente maestria di Agostino Rossi e Vincenzo Bagnoli: sopra
le grandi finestre stanno alcuni ovali che vedono ritratti gli Evangelisti e i Santi Giorgio e Maurelio. Il catino
dell'abside, magnificamente affrescato dal Bastianino, riporta le immagini del Giudizio Universale. Ispirato a
quello della Cappella Sistina di Michelangelo, il Giudizio della Cattedrale ferrarese vanta però uno stile
pittorico già decisamente proiettato verso il romanticismo ottocentesco: un gioiello d'arte di rara bellezza,
che davvero non si può trascurare di ammirare se ci si reca a Ferrara.
Dopo aver fatto il giro completo della chiesa, fermandosi sul fondo della navata di sinistra, si può accedere
alla cappella del SS. Sacramento, che è ornata da una splendida Ultima Cena opera di Giacomo Parolini.
Se si decide quindi di proseguire e di uscire dal portale minore della navata sinistra, diventa inevitabile
soffermarsi e concedere uno sguardo alla cappella del Battistero. Si tratta di un imponente fonte battesimale
ottagonale, ricavato dalla lavorazione di un unico grande blocco di marmo, così come facevano i grandi maestri
curatori degli arredi delle chiese bizantine. Tale poderosa opera è protetta da un'ottocentesca costruzione in
stile neogotico, entro la quale, nel 1879, Prospero Piatti affrescò la scena del Battesimo di Gesù.
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Il prestigioso Museo annesso al Duomo.
La prima innaugurazione del Museo della Cattedrale ebbe luogo nel 1929. A quel tempo i numerosi reperti
risalenti alla prima costruzione della chiesa trovarono catalogazione e stabile sede nel piano al di sopra
dell'atrio, creato nel restauro del 1700. Nel 2000, grazie ad una convenzione tra il Capitolo della Cattedrale
e il Comune di Ferrara, il Museo venne trasferito nel complesso monastico di San Romano, a pochi metri dal
Duomo.
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Tale complesso, abitato prima da monaci benedettini poi da Canonici regolari di Sant'Agostino, parve
il luogo ideale per dare consona sistemazione a testimonianze storico-artistiche di così grande interesse e valore.
Nella sala principale dell'ex-convento trovarono opportuna sistemazione alcuni antichi libri che contenevano le
preghiere e i canti utili all'animazione delle celebrazioni liturgiche. Tra una raccolta di inni e un salterio spiccano
ben ventidue corali atlantici, che risalgono all'epoca rinascimentale. Essi sono davvero spettacolari da osservare,
nelle originali miniature curate dal caposcuola ferrarese Guglielmo Giraldi con l'ausilio dei suoi aiutanti (Jacopo
Filippo Argenta, Martino da Modena e Giovanni Vendramir): autentici esempi di antica dedizione, perizia e abilità.
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