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Alla realizzazione dei lavori di ampliamento della via presero parte numerosi artigiani specializzati: la fornace di Alessandro Biondo curò le pietre e i mattoni per l'edificazione dei palazzi, Gabriele Frisoni, tagliaprietre, si occupoò delle sculture e i suoi operai di sagomare le rocce che occorrevano, mentre Bartolomeo Tristano stette alla guida dei suoi muratori. Una curata équipe di specialisti attorniati dai rispettivi collaboratori, insomma, sotto la guida dell'abile Biagio Rossetti, all'opera per dare alla luce edifici grandiosi e una strada degna del più grande e fastoso dei reami.
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I palazzi dell'epoca, attribuiti al genio di Biagio Rossetti, sono ben cinque. A metà della via stanno i tre imponenti edifici che delimitano il Quadrivio degli Angeli, l'aguzzo Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi-Di Bagno. Palazzo Giglioli-Varano e il palazzo costruito appositamente per Giulio d'Este, il primo posto nella prima parte del corso e il secondo nella seconda metà, sono del tutto o solo in parte attribuibili al grande architetto. Palazzo Giglioli-Varano vanta un magnifico portale in marmo bianco e un alto muro di cinta che sono probabilmente diretta opera del Rossetti, mentre pare che il caseggiato dimora del fratello del Duca Alfonso I sia stato curato da Rossetti sia nel disegno che durante i lavori di realizzazione. A testimoniarlo si trovano tutt'oggi la conformazione generale della facciata e le finissime decorazioni in cotto ferrarese.
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