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Attigua al Salone è una stanza di dimensioni minori, anch'essa dedicata alla celebrazione delle abilità sportive. Il centro del soffitto è occupato dal Girotondo delle quattro stagioni, mentre tutt'intorno si ritrovano scene di giochi tipici degli antichi Romani. Sulle due pareti più estese vennero poste, l'una di fronte all'atra, le scene di un baccanale e di una "lotta dei cesti", una specie di pugilato che si combatteva con le mani fasciate da speciali larghe bende denominate appunto cesti. Le due pareti più corte ritraggono lotte di gladiatori, mentre più in basso si trovano giochi di putti in stile classico. La quadrata sala dell'Aurora doveva essere destinata a camera da letto per Alfonso II e le mogli che si succedettero al suo fianco. Composizione parietale superiore ideata da Pino Logorio, essa raffigura in quattro riquadri la successione delle fasi del giorno (l'aurora, la giornata, il tramonto e la notte), con al centro un vecchio a rappresentazione del Tempo, affiancato dalle tre Parche destinate a tessere le fila dell'esistenza umana. Ad incorniciare il ciclo sta una teoria di diciotto putti su carretti trainati dalle più bizzarre specie animali.
Proseguendo nella visita del primo piano si giunge alla Saletta dei veleni, un tempo dimora del farmacista di corte e luogo in cui venivano creati portentosi intrugli medicamentosi e, molto probabilmente, feroci veleni da utilizzare contro nemici personali o avversari politici. Il suo soffitto oggi riporta una pittura di epoca fascista, che raffigura l'Italia circondata dai simboli delle conquiste di quel periodo. La Saletta dei Baccanali, invece, conserva ancora le originali opere cinquecentesche, anche se ormai malridotte. Un tempo essa doveva essere completamente dipinta, mentre oggi sono chiaramente leggibili solo tre scene ispirate al trionfo di Bacco e Arianna, circondati da scanzonate scene di vendemmia.
Attraverso la Saletta dei baccanali si accede alla Loggia degli Aranci, un giardinetto pensile riservato alle duchesse, che in inverno poteva essere utilizzato come serra per le piante, mentre in estate era ornato da vasi di agrumi e altre piantine, raggruppati insieme a formare piccole ma ombrose aiuole.
Proseguendo lungo il piano si incontra la suggestiva Cappella Ducale. L'elegante luogo di culto sembra preesistente rispetto all'epoca di Renata di Francia, moglie di Ercole II, che ne commissionò le decorazioni geometriche in marmo policromo ancora oggi sue peculiari caratteristiche. Molti storici attribuiscono il particolare ornamento dell'altare e delle pareti alle simpatie calviniste della Duchessa: tale ipotesi sembra suffragata dall'assenza di iconografia sacra alle pareti, ma contrasta con la rappresentazione degli Evangelisti, affiancata all'aquila bianca estense, che sta ad abbellire il prezioso soffitto. Che tali affreschi risalgano ad un'epoca posteriore rispetto ai lussuosi intarsi di tessere marmoree? Se si dimostrasse questa credenza così comune tra gli studiosi, allora tale cappella sarebbe il primo luogo di culto calvinista edificato in territorio europeo, un'ulteriore rara perla ad arricchire i gioielli della bella Ferrara.

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