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Le sale.
A piano terra si trovano ampie sale gotiche, dal soffitto decorato ad alte volte a crociera. Anch'esse si affacciano sul cortile e un tempo erano destinate agli armati e alle armerie dei corpi di guardia che stavano a sorvegliare gli accessi alla residenza. La Sala del Rivellino, ottenuta in seguito ai lavori di inglobamento voluti dai Legati papali dopo 1l 1598, è il risultato dello spazio ricavato da quello che era l'antico accesso di levante. Attraverso tale sala è possibile accedere alle cucine. Il soffitto di queste ultime, ribassato per mezzo di lunette, è tutt'oggi ricoperto dall'originale intonaco cinquecentesco e così pure il pavimento, anch'esso mai ritoccato, porta impressi i segni dei ferri che sostenevano i bracieri e delle doccie di lavaggio. Le sale a pianterreno attigue alla Torre dei Leoni ancora oggi testimoniano la sua originale destinazione a torrione di vedetta indipendente. La parete interna rivolta verso nord, infatti, conserva ancora il cordolo, gli archi e i beccatelli che sono visibili sull'esterno della costruzione.
Nel bel mezzo della sala più estesa del piano terra è oggi ospitato un grande plastico che mostra la Ferrara all'inizio del Seicento. La cerchia delle mura è tutt'ora pressochè la stessa, mentre la fortezza esagonale edificata per volere papale subito dopo la presa della città è andata quasi completamente perduta. Quello che sorprende, dando uno sguardo al plastico, ricavato sullo spunto dell'alzato a stampa opera di Andrea Bolzoni che si trova appeso alla parete di fondo della sala, è che la parte più densamente popolata della città fosse, all'epoca, l'antica città medievale, situata nella zona sud. La zona settentrionale, invece, sede della città rinascimentale voluta dall'addizione erculea, era a quel tempo poù che altro occupata da orti e giardini.

Il piano nobile.
Ai meravigliosi saloni del piano nobile si può accedere in diversi modi. Nel corso del rinascimento venne ordinata la costruzione di grandi scalinate, mentre in epoca precedente si giungeva al primo piano solo attraverso strette scale a chiocciola e passaggi ricavati nello spessore dei muri. Tali impervie vie di risalita esistono ancora oggi e il percorrerle riporta la memoria al tempo in cui la costruzione era un'inespugnabile fortezza con finalità militari. Tra questi tanto antichi passaggi spicca la salita alla Torre dei Leoni: centoventidue ripidi scalini del 1200 che conducono fino alla balconata posta a protezione del circuito dell'altana. Tale lunga rampa proietta direttamente nel mondo delle sentinelle che per lunghi anni l'hanno percorsa in nome della difesa della propria città: dalla balconata della Torre, infatti, era possibile scorgere un magnifico panorama di tutto l'abitato cittadino, permettendo un controllo capillare di ogni singola viuzza.

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