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Tutto il resto del piano nobile ci appare oggi profondamente trasformato dalle modifiche apportate in epoche successive rispetto al dominio dei Duchi d'Este. La grande Sala degli Stemmi riporta alle pareti un doppia decorazione di scudi e simboli dei papi (da Clemente VIII a Pio IV) e dei Cardinali Legati Pontifici che risiedettero nel castello dal 1598 in poi. Nella parte più bassa sono raffigurate alcune vedute caratteristiche del territorio ferrarese, prodotte in occasione della visita di Papa Pio IX nel 1857. L'adiacente Salotto Azzurro è catatterizzato da un elegante soffitto del XIX secolo, decorato a rosoni e fastose ghirlande. La Sala dei Paesaggi è invece abbellita da affreschi di spettacolari vedute realizzate nel Settecento, di cui non fu reso noto l'autore.
La Sala delle Geografie riporta originali carte geografiche di diverse zone del ferrarese, che vennero realizzate nel primo decennio del 1700. Le cartine, sapientemente tracciate sulle pareti e sul soffitto, sembrano restituire una veritiera riproduzione della conformazione di un paesaggio ricco di aree umide e paludose. A quel tempo, infatti, non erano ancora state realizzate le grandi bonifiche che donarono i fertili terreni su cui sorsero i vitali centri della provincia di Ferrara. La vasta sala dedicata alla Devoluzione riporta, in un ampio affesco, quattro episodi relativi al passaggio della città dal dominio estense al potere dello Stato Pontificio. Nella prima scena Lucrezia d'Este conversa con il nipote del Papa, il cardinale Aldobrandini, mentre due segretari redigono la convenzione che verrà firmata a sancire l'avvenuto passaggio della proprietà dei terreni e degli immobili estensi. All'interno della seconda scena si vede il Duca Cesare d'Este nell'atto di abbandonare a cavallo la sua vecchia città per dirigersi verso Modena: un gruppo di dignitari lo circonda e lo accompagna alla nuova capitale del Ducato.
La terza scena vede raffigurato l'arrivo di Aldobrandini del cardinale Ferrara, mentre la quarta porta testimontanza di uno dei tanti festeggiamenti organizzati in onore di Clemente VIII venuto a prendere definitivo possesso di Ferrara: alcune donne gareggiano su "batane", le tipiche imbarcazioni delle valle comacchiesi, nelle acque del fossato che circonda il Castello Estense.
Ultima ampia stanza del piano nobile è la Sala del Governo, preceduta dall'annessa piccola anticamera. In quel luogo Ercole II era solito disbrigare le beghe che il suo dominio comportava: vi riceveva chi chiedeva udienza, amministrava gli andamenti delle tasse e così via. Il soffitto, ancora originale, si presenta realizzato a lacunari dorati, con al centro un grande ovale decorato a raffigurazione del dio Pan. I comparti dorati sono dipinti con altre raffigurazioni mitologiche che mirano, allegoricamente, alla celebrazione della grandiosità del Principe e delle sue abilità di governo. La piccola anticamera, all'interno della quale attendeva udienza chi voleva essere ricevuto dal Duca, presenta un soffitto decorato altrettanto riccamente della sala precedente, con analoghi motivi mitologici circondati da lacunari in oro.
In sostanza, dal 1800 ad oggi il castello non è stato praticamente toccato all'esterno ma più e più volte rimaneggiato negli interni. Mentre inizialmente si trattava di una concezione particolare dell'attività di restauro, che prevedeva l'utilizzo dei locali e non il rispetto delle loro ricchezze artistiche, oggi la tendenza si è decisamente invertita. Gli interventi eseguiti negli ultimi anni miravano a conservare il valore architettonico ed artistico dell'intero complesso, piano piano liberandolo dagli organismi amministrativi che lo avevano occupato per lungo tempo, in modo da restituirlo in condizioni migliori agli sguardi avidi di conoscenza dei numerosi turisti che ogni anno sopraggiungono in città nella speranza di ammirare l"arte superba del passato estense.

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