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Ma la Serenissima bramava i territori solcati dal Po' che giungevano fino al mare, perciò nel corso della guerra contro Ercole I saccheggiò i villaggi nella zona delPolesine, riconducendo a sé quei territori e devastando i borghi limitrofi. Il 22 dicembre del 1482 fu la volta di Copparo, con la distruzione e l'incendio del fortino estense.
Tornata finalmente la pace, Ercole II d'Este decise di riedificare, sulle rovine del vecchio, un nuovo e più sontuoso palazzo, da destinare non più solo alla caccia ma anche a residenza estiva in cui ospitare nobili amici, dare sfarzose feste ed allestire abbondanti banchetti. Egli ne affidò il progetto all'architetto Terzo de' Terzi, che tra 1540 e 1547 completò la ricostruzione. Si trattava di un grandioso complesso costituito da cinque torri tra loro comunicanti, dotato di un ampio cortile interno. Due delle torri erano collegate dalla facciata rivolta verso sud, così come sul lato nord altre due torri d'angolo erano congiunte per mezzo di un edificio più basso, interrotto alla metà dalla quinta torre, la centrale, unico edificio del complesso che oggi si conserva praticamente intatto. Una merlatura stava ad ornamento superiore di tutti e quattro i lati della costruzione, impreziosendo ulteriormente il fabbricato. I fastosi giardini dell'epoca occupavano probabilmente l'area in cui oggi si trovano le due piazze principali del centro, dalla caratteristica forma a "T" capovolta: Piazza della Libertà, ancora oggi ornata da geometriche aiuole, e Piazza del Popolo, ora ampio parcheggio che periodicamente ospita il mercato settimanale, le fiere annuali e il Palio cittadino.
A quel tempo numerosi artisti si occuparono della decorazione degli interni e dell'esterno della Delizia. Pare che sulla facciata principale i fratelli Dossi avessero affrescato le scene di una cruenta battaglia, forse quella di Ravenna, che vide lo scontro di tuppe estensi e francesi con quelle di Spagna e Papato, o piuttosto quella cinquecentesca di Melegnano. Di certo si sa solamente che nella prima si distinse per valore Alfinso I d'Este, mentre la seconda potrebbe essere stata rappresentata per volere di Ercole I d'Este, con l'intento di guadagnare per il Ducato la benevolenza del Re francese Francesco I, che in quell'occasione aveva trionfato sulle truppe austriache, spagnole, svizzere e papali. Nella logge interne pare abbiano a quel tempo dato sfogo alla grandiosità del proprio talento artistico: Benvenuto Tisi, detto il Garolfalo, Gerolamo da Carpi, Battista Dossi e Sebastiano Filippi, detto Bastianino.

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