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Delizia di Benvignante - Argenta
Questo maestoso complesso che si erge a circa undici chilometri da Argenta, nel piccolo borgo a cui la costruzione stessa ha amorevolmente ceduto il suo nome come ne fosse un po' la madre, è oggi in via di recupero da tutti i secoli vissuti in balia dell'incuria e delle intemperie. Orgogliosamente voluta dal grande Borso d'Este e fatta costruire su progetto dell'architetto Pietro Benevento degli Ordini, la Delizia di Benvignate doveva essere una sontuosa strenna natalizia da porgere al fedele segretario del Duca e rispettabile intellettuale, Teofilo Calcagnini.
Grazie all'uomo di fiducia della casata estense e alla generosità del nobile Borso, la famiglia Calcagnini mantenne la proprietà della grandiosa villa di campagna e godette della selvaggina che abbondava nel territorio circostante per oltre tre secoli. Durante questo periodo egli mise la bella costruzione a disposizione dei nobili dell'Accademia dei Filareti, che vi si recavano per svolgere le loro riunioni estive allientandole talvolta con battute di caccia. Nel 1481 soggiornò al Benvignante la bella Beatrice, moglie di Ludovico il MOro e figlia di Ercole I d'Este, ma purtroppo, all'estinzione della dinastia dei duchi estensi, anche questo regale maniero cadde in sventura, passando di mano in mano, di affitto in affitto, finchè venne posto sotto ipoteca e al fine acquistato, nell'Ottocento, dal Conte Luigi Gulinelli.
Quest'ultimo ebbe il pregio di saper riportare il complesso al suo antico splendore, pur adattandolo ai criteri dell'epoca e alla mansione a cui l'aveva destinato: il Benvignante non doveva più essere un semplice luogo di villeggiatura e svago ma anche e soprattutto una signorile villa padronale. Per questo il conte Giovanni, successore di Luigi, la fece dotare di meravigliose scuderie per allevarvi i suoi amatissimi cavalli da corsa. Ancora oggi, sulla facciata delle stalle restaurate, le stesse che furono visitate anche dal Re Vittorio Emanuele II e che un tempo vantavano originali volte a crociera e colonnine a separazione delle poste in pietra per gli animali, si legge un'iscrizione lapidaria del 1865 che riporta l'anno di edificazione, il 1860.

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