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Nel centro, tra le nuvole, stanno il Padre Eterno e una Madonna in Gloria con bambino affiacata da Sant'Antonio, San Benedetto e numerosi puttini alati. Nelle cornici sono raffigurati: San Mauro, San Giovanni Guadalberto, San Placido e San Gregorio.
Nel complesso l'affresco simula un'elaborata trabeazione dorata sovrastata da vasi di fiori monocromi, come una fastosa terrazza aperta verso il cielo. Stucchi elaborati decorano le finestre e il grande altare barocco, mentre rimane atestimonianza dell'antica presenza dello struumento, prima del trasferimento presso la cittadina chiesa del Suffragio, l'edicola che un tempo ospitava il bell'organo opera della manualità di Giovanni da Cipro, che lo costruì nel 1531.
La chiesa interna si presenta con due file di scranni in noce scuro, realizzati alla fine del XV secolo dalla bottega dei Canozi di Lendinara, adagiate al muro e poste l'una di fronte all'altra. Tale disposizione venne messa a punto per permettere alle monache di stare faccia a faccia nel corso della preghiera o nei momenti dedicati al canto liturgico. Particolarità di questa parte dell'edifico sono le tre cappelle che contengono affreschi di scuola giottesca risalenti al XIV secolo.
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Si tratta di un ambiente nel complesso molto suggestivo, che riporta alla vita di comunione e devozione che le suore benedettine condividono ormai da secoli, in una specie di illumintata fuga dalla mondana frenesia, unico antidoto capace di ricondurre a pieno al profondo di se stessi e alla fusione con il divino.
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A fondo della sala, nella parete che separa la chiesa interna da quella esterna, sta una grata di comunicazione, sovrastata da una grande ancona in legno scolpito e dorato che contiene una suggestiva Flagellazione del XVI secolo, scaturita dall'abilità pittorica di Nicolò Roselli. Due grate stanno anche nella parte superiore della parete, ad indicare la possibilità, per le monache, di assistere alla stessa celebrazione della funzione cui assistevano i fedeli, con la possibilità di patecipare attivamente sia nella preghiera che nel canto. E' difficile immaginare quanto emozionante possa essere, in tali momenti, stare nell'ala pubblica della chiesa e l'udire il soave ed invisibile canto, come di schiere di angeli intenti ad accompagnare la Santa Messa con voci osannanti.
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