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La facciata esterna della chiesa, edificio che si presenta internamente suddiviso in parte pubblica e parte claustrale, è molto semplice e lineare: ornata di tre finestre tondeggianti, solo due di esse sono poste allo scopo di portare luce all'interno mentre la centrale, molto più grande delle due simmetriche ai suoi lati, è chiusa. Al di sopra dei tre grandi archi a tutto sesto che compongono il quadriportico d'entata, ancora oggi si scorge l'impronta di antichi elementi di sostegno, destinati a ripartirne la superficie in senso verticale. Le colonne in pietra del quadriportico terminano in capitelli a calice di chiaro gusto rinascimentale e proteggono il possente portone d'ingresso, il quale è sovrastato da un'antica insegna dell'arcivescovo di Ferrara, con i simboli di pani e pesci. Ai lati del portone, nella penombra, campeggiano antiche lastre tombali. |
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Nel corso di XVII e XVIII secolo il complesso, arrivato ormai a possedere due choistri, numerosi fabbricati annessi, grandi cortili e orti, il tutto separato da un'alta muraglia a protezione della clausura delle monache, fu interessato da ulteriori ampliamenti, dovuti al crescente numero delle vocazioni. Nel 1866 sia la chiesa che il convento divennero di proprietà del Demanio dello Stato, il quale decise di destinarne un'ampia parte ad uso caserma a partire dal 1910. In quell'anno, fortunatamente, l'amministrazione comunale ferrarese decise di acquistare l'intera struttura per affidarla alla custodia delle monache benedettine, così da preservare la preziosità delle bellezze artistiche accumulatesi nei secoli.
Il suggestivo chiostro interno merita davvero di essere visitato e percorso a piedi lungo tutto il porticato: solo qui si respirano la pace e la tranquillità che caratterizza le meditate giornate claustrali delle monache Benedettine. L'ampio giardino quadrato, ricco di vegetazione ben curata, vede un antico pozzo a segnalarne il centro ed è circondato sui quattro lati da vasti portici. L'ala nord e l'ala sud presentano dodici arcate a sesto acuto ciascuna, sorrette da colonne trecentesche. L'ala est, uno dei lati minori di elaborazione quattrocentesca, possiede nove arcate a tutto sesto, ma la centrale e le due esterne sono a sesto acuto. L'ala ovest, invece, diversamente dalle precedenti, presenta sei giganti archi a tutto sesto.
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