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L'ampio atrio a tre arcate, voluto dall'abate Mainardo e realizzato sotto sua commitenza da Marzulo, intorno alla metà dell'XI secolo, sorge sui resti di un precedente arco, che venne abbattuto contemporaneamente all'originaria facciata dell'VIII secolo. A quel tempo la chiesa venne ingrandita per ospitare nuovi confratelli e, alle preesistenti cinque, vennero aggiunte due campate. Le pareti dell'atrio non presentano affreschi, ma non per questo risultano prive d'interesse artistico. Numerosi motivi scolpiti le decorano, come le due ruote ai lati delle tre arcate. Si tratta di cornici in mattoni bicrome,contornate da un fregio che unisce sagome zoomorfe a foglie e fiori intrecciati. All'interno della ruota si trova invece un disco traforato in cui due draghi sembrano arrampicarsi tra le fronde di un rigoglioso albero. Due fasce orizzontali si allungano sui muri dell'atrio e una serie di dischi, incastonati nelle pareti contengono bacini di maiolica alternati a sculture di animali. La cornice laterizia ad intarsi bicromi completa l'abbondante impianto artistico finora descritto, riprendendo i colori delle arcate sottostanti.
Per percorrere la magnifica costruzione in tutta la sua lunghezza si cammina su di un pavimento che rappresenta anch'esso una miarbile opera d'ingegno. Nella zona absidale le tessere di un grande mosaico vanno a costruire un intreccio di cerchi realizzato tra X e XI secolo. Il pavimento prosegue poi in un missaggio di marmi policromi. Spicca sul marmo un cerchio contenente una croce greca datata 1024: il venato tondo marmoreo al centro della croce conserva il simbolo del monastero, una stella a otto punte. Quando il pavimento torna musivo, trasformandosi in una miriade di tessere affiancate, esso si riempie di animali e decori, talvolta mitici e talvolta realistici.
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L'alta torre capanaria progettata dal Deusedit e completata nel 1063 vanta ben 48 metri di altezza. La sua punta a cono si scorge anche dalle rive del vicino litorale, così come percorrendo il delta del PO. L'influenza dell'edilizia lombarda risulta evidente nell'intero insieme architettonico: nove ordini, separati da archetti pensili, si alternano lungo tutta la sua struttura, traforata prima da monofore, poi da bifore, trifore e quadrifore, in un salire di aperture che conferiscono al contempo agilità e forza alla sagoma squadrata del robusto campanile. Decorata da fregi in cotto e da 18 rarissime scodelle maiolicate d'arte fatimita, la torre non manca di un bel paramento di mattoni rossi e gialli, uniti ai frammenti marmorei che ne proteggono sia la base che gli angoli.
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