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Abbazia di Pomposa

La storia
Già percorrendo quel tratto della Romea che collega Venezia ai Lidi e alle Valli comacchiesi si scorge, frugando con sguardo curioso l'orizzonte, spuntare l'aguzza guglia del fiabesco campanile: eccoci giunti all'Abbazia di Pomposa. L'atmosfera raccolta del viale alberato, le mura possenti delle costruzioni vicine. Tutto invita al religioso silenzio che caratterizzava la vita dei monaci benedettini abitanti di qusti luoghi, dove la preghiera e il canto liturgico scandivano il lavoro dei campi, lo studio e l'insegnamento, la lettura e trascrizione di antichi manoscritti, così come gli ordinari compiti del vivere quotidiano.
L'isola di Pomposa, così chiamata dal nome della famiglia romana che la possedeva, un tempo era circondata dal corso di due rami del fiume Po e dal Mar Adriatico. Essa dovette apparire alla comunità benedettina come il luogo più adatto per un insediamento monastico: tranquillità e pace regnavano nel verde paradiso boscoso, dove nulla avrebbe potuto turbare il raccoglimento e l'armonia di una vita dedicata a Dio e ai prodotti della terra.
A dire il vero, ben poco si sa della fondazione di tale complesso monumentale. Pare che l'isolotto fosse abitato anche in precedenza all'arrivo dei monaci,che avvenne tra VII e VIII secolo, ma le prime testimonianze scritte che parlano dell'abbazia risalgono ad un carteggio dell'874 tra Papa Giovanni VIII e il vescovo di Ravenna. All'epoca la Santa Sede rivendicava la proprietà del territorio, conteso anche dall'impero e dalle vicine sedi episcopali. I numerosi atti diplomatici riguardanti le annessioni e le vicende burocratiche che coinvolsero l'abbazia vennero in gran parte dispersi a seguito della discesa delle truppe napoleoniche nel territorio del Delta, quando tutte le congregazioni religiose vennero sciolte, e per questo non si conoscono interamente le vicende relative ad annessioni e passaggi di proprietà che ebbero luogo tra l'874 e il 982. Secondo i documenti rinvenuti presso l'abbazia di Montecassino e riordinati dallo studioso e religioso Placido Federici, a partire proprio dal 982 il complesso monastico di Pomposa divenne di proprietà del monastero pavese di S. Salvatore, come donazione di Adelaide, madre dell'imperatore Ottone II.

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